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la non scena musicale

Sì, il titolo è volutamente provocatorio ma sono sicuro che chi leggerà tale negazione di una scena in parte si troverà d'accordo.
Una scena musicale reale e vera, se non quella che le radio e le tv ci propina, stando alla realtà dei fatti non esiste.
Per essere precisi neanche tutta la musica che si sente nel panorama mainstream può essere considerata scena.
Perchè dico questo? Perchè se andiamo a leggere una delle definizioni di scena troviamo "L'azione condotta dai personaggi nella rappresentazione", questa definizione porta con se una duplice lettura che in qualsiasi caso vi porterà a concordare con il fatto che che siano davvero pochi gli artisti che si possono svegliare alla mattina fieri di essere stati coerenti con il proprio essere.

1. "Personaggi nella rappresentazione" se si prende la musica come spettacolarizzazione e gli artisti come attori e narratori di un film scritto da altri allora anche voi sarete d'accordo nell'evincere che difficilmente si potrà credere che sia "real" ciò che ascoltiamo

2. Rappresentazione. Specialmente nel mondo hip hop è prassi e normalità sentire frasi del tipo "rappresento da quando" ma la domanda vera è? Rappresenti davvero la cultura della quale ti fai portavoce? Sai a nome di chi o cosa stai parlando? Inoltre quel che scrivi rappresenta davvero la realtà del tuo vivere quotidiano?

Queste due considerazioni avranno sicuramente scaturito nella vostra mente un pensiero verso l'onda musicale dell'ultimo periodo dove si ostenta freschezza musicale anche a costo di dire enormi falsità sopra a un beat, questo accade nel mainstream come nella scena emergente con una conseguente guerra dei bottoni tra trappari e puristi.
Come si può parlare di una scena musicale coesa quando si riesce a trovare motivo di scontro su ciò che nella realtà delle cose dovrebbe unire in quanto suoni e quindi musica?
In questi giorni, in alcune delle interviste che ho fatto, mi hanno detto che la tecnologia ha rovinato la musica: io dico di no, è l'uso che fanno le persone della stessa.
Chiunque si sveglia una mattina apre il pc fa una canzone, la carica e va in giro a dire che fa parte della scena della propria città? È davvero cosi facile passare da ascoltatore a artista? Pensavo fosse un processo interiore più articolato e che non si potesse accendere e spegnere a comando come le mode.
La cosidetta scena di cui si parla, ribadisco, non esiste. Non esiste nel momento in cui nessuno si degna di ascoltare la musica degl'altri quasi per paura che un complimento a un altro artista possa rendere un proprio prodotto, magari di qualità, di meno valore.

Un plauso, per quello che ho avuto modo di vedere io, è da fare a coloro che fanno generi diversi dal rap. Ho notato una diversità di approccio nei confronti dei propri colleghi con una più genuina e sana propensione al complimento così come è diverso il modo di approcciarsi nei confronti di chi intervista o recensisce i propri lavori.

Ciò che leggerete è solamente una riflessione generale, non vuole andare ad attaccare nessuno in particolare, così come tutto il discorso non va a rappresentare quelle mosche bianche che, in quel caso sì, possono ritenersi parte della scena.

di JD
Radio Maraia / Paranoid Review


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Si, il titolo è volutamente provocatorio ma sono sicuro che chi leggerà tale negazione di una scena in parte si troverà d'accordo.
Una scena musicale reale e vera, se non quella che le radio e le tv ci propina, stando alla realtà dei fatti non esiste.
Per essere precisi neanche tutta la musica che si sente nel panorama mainstrea può essere considerata scena.

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Perchè dico questo? Perchè se andiamo a leggere una delle definizioni di scena troviamo "L'azione condotta dai personaggi nella rappresentazione", questa definizione porta con se una duplice lettura che in qualsiasi caso vi porterà a concordare con il fatto che che siano davvero pochi gli artisti che si possono svegliare alla mattina fieri di essere stati coerenti con il proprio essere.

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1. "Personaggi nella rappresentazione" se si prende la musica come spettacolarizzazione e gli artisti come attori e narratori di un film scritto da altri allora anche voi sarete d'accordo nell'evincere che difficilmente si potrà credere che sia "real" ciò che ascoltiamo

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2. Rappresentazione. Specialmente nel mondo hip hop è prassi e normalità sentire frasi del tipo "rappresento da quando" ma la domanda vera è? Rappresenti davvero la cultura della quale ti fai portavoce? Sai a nome di chi o cosa stai parlando? Inoltre quel che scrivi rappresenta davvero la realtà del tuo vivere quotidiano?

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Queste due considerazioni avranno sicuramente scaturito nella vostra mente un pensiero verso l'onda musicale dell'ultimo periodo dove si ostenta freschezza musicale anche a costo di dire enormi falsità sopra a un beat, questo accade nel mainstream come nella scena emergente con una conseguente guerra dei bottoni tra trappari e puristi.

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Come si può parlare di una scena musicale coesa quando si riesce a trovare motivo di scontro su ciò che nella realtà delle cose dovrebbe unire in quanto suoni e quindi musica?
In questi giorni, in alcune delle interviste che ho fatto, mi hanno detto che la tecnologia ha rovinato la musica: io dico di no, è l'uso che fanno le persone della stessa.

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Chiunque si sveglia una mattina apre il pc fa una canzone, la carica e va in giro a dire che fa parte della scena della propria città? È davvero cosi facile passare da ascoltatore a artista? Pensavo fosse un processo interiore più articolato e che non si potesse accendere e spegnere a comando come le mode.

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La cosidetta scena di cui si parla, ribadisco, non esiste. Non esiste nel momento in cui nessuno si degna di ascoltare la musica degl'altri quasi per paura che un complimento a un altro artista possa rendere un proprio prodotto, magari di qualità, di meno valore.

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Un plauso, per quello che ho avuto modo di vedere io, è da fare a coloro che fanno generi diversi dal rap. Ho notato una diversità di approccio nei confronti dei propri colleghi con una più genuina e sana propensione al complimento così come è diverso il modo di approcciarsi nei confronti di chi intervista o recensisce i propri lavori.

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Ciò che leggerete è solamente una riflessione generale, non vuole andare ad attaccare nessuno in particolare, così come tutto il discorso non va a rappresentare quelle mosche bianche che, in quel caso sì, possono ritenersi parte della scena.

di JD
Radio Maraia / Paranoid Review


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